Chevalier araldico in oro giallo 18 Kt della Fam. Capecci, per sigillo in ceralacca:

 

è stato realizzato completamente  a mano dai fratelli Rosadelli, maestri orafi in Torino, antica stirpe di artigiani che è tutt'ora fiorente e quotata nel panorama nazionale ed internazionale. Grazie alla loro indiscussa capacità tecnico/artistica, abili mani hanno forgiato un oggetto che è una piccola opera d'arte, partendo da un disegno di base che è il blasone vergato ad inchiostro nero , conservato presso il fondo antico della Biblioteca Civica di Ripatransone (AP) e risalente alla fine del '500. Realizzata poi l'incisione a bulino, si è ottenuto un pregevolissimo dettaglio dei particolari come, ad esempio, tutto l'insieme dell'elmo patrizio, dei lambrecchini e della corona. L'anello, in uso attualmente al secondogenito Gianmarco Duccio, reca uno stemma con brisura di cadetto, cioè uno scudo "Addestrato" rispetto all'originale che, invece, è "Partito".

 

 

 

Chevalier araldico in argento Sterling della Fam. Capecci, per sigillo in ceralacca:

 

realizzato anch'esso a mano e, naturalmente, con gli elementi e le figure a rovescio come il precedente in oro e come tutti gli anelli sigillo.  Attualmente è in uso al primogenito Mauro Valerio. E' un esempio di creatività ancora tutta Liberty che si mescola con lo stile del Rinascimento, epoca quest'ultima dell'originale cartaceo conservato nella Biblioteca Civica di Ripatransone (AP).